PAESAGGI

A partire dal paese che dà il nome alle nostre Valli, Lanzo (525 m slm), fino alla cima più alta, l’Uja di Ciamarella (3676 m slm), la differenza di altitudine di questa zona ha permesso nel corso del tempo lo sviluppo delle più eterogenee condizioni paesaggistiche. Il fondovalle sfrutta il clima più mite per la crescita di prati, falciabili e non, e zone coltivabili; nei boschi possiamo invece trovare castagni, querce, frassini e aceri di monte, senza chiaramente dimenticare la presenza di un fitto sottobosco. Salendo di quota, si iniziano ad incontrare i primi faggeti e lariceti, mentre lasciandosi alle spalle gli ultimi boschi ci si inoltra prima nei pascoli e in zone di bassa vegetazione, poi in pietraie e dirupi scoscesi che ci accompagnano fino alle creste di confine. La cosiddetta alta montagna fa da teatro a splendidi spettacoli perenni come i ghiacciai (disposti principalmente sotto le più importanti testate delle Valli) e temporanei, ovvero i nevai che nutrono nella stagione calda i fiumi di pianura. I quattro vertici delle Valli sono a sud-est la dorsale del monte Colombano, che fa da confine tra la zona pedemontana, la Val di Susa e quella di Viù; a sud-ovest il Rocciamelone segna il confine più estremo tra la Val di Viù e la Francia; a nord-est, prendendo come riferimento Lanzo, le dorsali della Vaccarezza e dell’Angioino delimitano i confini tra la Valle Orco, la zona pedemontana e le nostre Valli; a nord-ovest il massiccio delle Levanne si interpone tra Valle Orco, Francia e Val Grande.